Serravezza
Seravezza
ha ottenuto il titolo di città con Decreto del Presidente della Repubblica
del 31.12.1975.
Dal 1991 Seravezza è diventata la "Porta" del Parco Alpi
Apuane - versante versiliese.
La città, posta nella provincia di Lucca, si sviluppa sul versante
tirrenico delle Alpi Apuane con una superficie di 3.937 ettari, attraversata
dal fiume Versilia, e’ situata ad una altitudine di 55 metri sul livello
del mare ed a circa 6 Km dal litorale ed è attraversata dai fiumi
Serra, Vezza e Versilia. La valle del Serra e’ una delle aree italiane
a più alta piovosità annuale.
Il Comune di Seravezza, nel giugno del 1996, e’ stato colpito
da una grave alluvione proveniente dal fiume Vezza che ha causato miliardi
di danni.
La città di Seravezza si compone :
A)- Capoluogo che da nome al Comune, posto alla confluenza dei fiumi Vezza
e Serra ;
B)- Frazioni montane : Azzano, Fabiano, Giustagnana, Minazzana, Basati,
Cerreta S. Antonio e Cerreta S. Nicola;
C)- Frazioni poste nella pianura alluvionale del Versilia : Ripa, Pozzi
e Querceta;
D)- Frazioni di fondovalle : Riomagno, Ruosina e Corvaia.
La popolazione del comune rilevata al censimento del 1991 è di 12.717
abitanti.
Cenni Storici
L’ambiente versiliese fu bonificato in epoca romana,
successivamente con la decadenza dell’ Impero Romano d’Occidente
e le incursioni barbariche iniziò per la Versilia un lungo periodo
di abbandono.
Nel medioevo, poi, la storia del Comune di Seravezza fu caratterizzata
dalle vicende dei nobili di Corvaia e Vallecchia e dalle guerre contro
la nobiltà Lucchese.
Con l’affermazione dei Comuni liberi troviamo Seravezza organizzata
nei Comuni della Cappella e Pietrasanta e solo nel 1515 Seravezza si costituì
in Comune libero, anni in cui sviluppò in Seravezza l’attività
estrattiva che continuò floridamente fino ai primi del 1700, mentre
ebbe una grave recessione dalla metà del 1700 al 1820/40.
Seravezza è stata luogo di permanenza della Linea Gotica (1943/44)
durante la seconda guerra mondiale ed ebbe diversi centri abitati, industrie
ed opere pubbliche rasi al suolo, completamente distrutti. Oggi Seravezza
è una città gemellata con città italiane e straniere.
Stazzema:
Cenni
Storici:
Le prime documentazioni relative a Stazzema risalgono al IX secolo.
Matilde di Canossa fortificò i passi di montagna, stimolando la civilizzazione
della zona.
Dal XV secolo, l'economia comincia a svilupparsi dalla cava, che diventa
l'elemento dominante della cultura e della economia della zona.
Da non dimenticare ciò che avvenne a Sant'Anna di Stazzema il 12
Agosto del 1944, quando le truppe naziste irruppero nel villaggio e sterminarono
più di 500 persone, particolarmente donne, bambini e vecchi. Il tragico
momento è ricordato da un monumento con l'ossario e da un piccolo
museo.
Monumenti:
 Il
Comune di Stazzema si contraddistingue dagli altri Comuni della Versilia,
per essere formato da una serie di piccoli nuclei abitati assai distanti
gli uni dagli altri e per la maggior parte in altura.
L'attività principale è quella estrattiva; numerose sono le
cave di marmo statuario, ciclopici monumenti che squarciano le montagne
e riflettono nella valle il suo bianco candore.
Si consiglia una visita per ammirarle anche da lontano percorrendo le numerose
strade di montagna.
Nel paese di Stazzema, con le sue costruzioni in pietra, sono da segnalare
la Torre dell'Orologio (Torre Medicea) del 1739 e la Fontana Carraia del
XVI secolo.
A poca distanza sorge il Santuario della Madonna del Piastraio o Madonna
del Bell'Amore, suggestivo edificio eretto nel XVII secolo ove fu rinvenuta
una immagine della Madonna.
Si raggiunge percorrendo un sentiero per circa 5 minuti a piedi partendo
dalla Pieve. L'edificio è stato restaurato nell'anno 2002-2003 e
si presenta in ottime condizioni. A pochi passi da Stazzema troviamo la
Chiersa di Santa Maria Assunta (IX secolo) dichiarata monumento nazionale.
Considerando anche la posizione in cui sorge, una visita è da ritenervi
d'obbligo. La sua facciata si presenta semplice con un rosone marmoreo cinquecentesco.
L'interno assai più ricco è diviso in tre navate da una serie
di colonne sormontate da capitelli gotico-romani.  Nel
presbiterio troviamo una pala raffigurante la Madonna Assunta attribuita
al Rosselli. L'altare seicentesco è finemente lavorato ma, il pezzo
più importante dell'edificio è l'Organo del Settecento.
Ai piedi del monte Corchia, troviamo i paesi di Retignano, Terrinca e Levigliani,
tutti da visitare.
Degna di nota in quest'ultimo la necropoli preromana.
Nel paese di Ruosina è interessante un monumento molto particolare,
una enorme trota in memoria di quella pescata da Maria Cristina di Lorena
nel 1603.
Pomezzana, con la sua Chiesa di san Rocco, conserva importanti opere di
oreficeria lucchese.
A Volegno, si conserva un'Oratorio del Cinquecento; nella vicina Pruno,
paese più conosciuto per il Presepe Vivente, nella Chiesa di san
Niccolò, è ospitato un Museo dei Mestieri.
Isolasanta, piccolo paese ai piedi del monte Sumbra, è celebre per
le Marmitte dei Giganti, enormi cavità erose dall'acqua nella dura
roccia nel corso dei millenni.
Da visitare anche nel paese di Sant'Anna il Monumento Ossario ed il Museo
della Resistenza.
Stemma:
D'azzurro alla sbarra d'argento caricata di un giglio d'oro, posto
in banda, accostato da due anelli dello stesso; la sbarra sormontata da
un castello torricellato di due, al naturale, accompagnata in punta da un
sole d'oro. L'antico stemma della vicaria di Stazzema era un braccio coperto
di armatura, in atto di battere un martello sull'incudine.
I simboli ricordavano la remota manifattura del ferro, attiva nel territorio
e rappresentata anche in uno dei colori dello stemma, il nero. Gli altri
colori, il rosso e l'azzurro, erano propri della comunità. Col passare
del tempo, lo stemma è stato completamente modificato. Fino all'inizio
del secolo, l'antico lavoro era ricordato da due pestelli neri, posti accanto
al giglio fiorentino, sormontati da un castello e illuminati da un sole
d'oro. I pestelli si sono trasformati, modernamente, in due cerchietti,
mentre rimangono, anche se posti nello scudo in modo diverso, gli altri
simboli, che ricordano la torre di Stazzema e il dominio fiorentino, e il
sole, che è simbolo augurale. |